E’ tempo di arte culinaria. Grande successo riscuotono le trasmissioni televisive in cui trionfa il saper cucinare. Sul web numerosi blog esibiscono immagini accattivanti di prelibatezze descritte minuziosamente e facilmente realizzabili.
L’Italia ha sempre affascinato il mondo, non soltanto per il grande patrimonio artistico e culturale, ma anche per: pizza, maccheroni, gelato, parmigiane e pesce spada…
Credereste mai che il Bel Paese non è affatto la Nazione dove si mangia meglio? Eppure, da un’indagine svolta da Oxfam (confederazione di 17 ong che lavorano insieme contro povertà e ingiustizia, ndr.) emerge che è l’Olanda ad occupare il primo posto della classifica, seguita da Francia e Svizzera. L’Italia, invece, fa la “cenerentola”scivolando verso l’ottavo posto.

“Un piazzamento deludente per un paese che fa del mangiar bene un tratto forte e distintivo dell’identità nazionale e che ospiterà l’Esposizione Universale di Milano proprio sui temi della sicurezza alimentare”, afferma Elisa Bacciotti, Direttrice Campagna di Oxfam Italia. “L’Italia potrebbe essere al primo posto, ma nel nostro paese sempre più persone fanno fatica a mangiar sano e far quadrare il bilancio: il costo della vita in generale è alto rispetto al reddito medio degli italiani, che in proporzione spendono di più rispetto ad altri paesi e hanno meno possibilità di acquistare cibo buono a buon mercato”.

“La buona cucina è fatta di ottimi ingredienti”, lo afferma Giuseppe Picciotto, da circa due anni in Olanda, dove ha creato un interessante punto di incontro culinario: “Mamma Peppino”, carinissimo locale che gestisce con la moglie Mysha, ex stilista che cura l’arredamento del locale in maniera fantasiosa e colorata, ogni tavolo, per esempio,  ripropone una Regione italiana. Frequentatissimo, riceve ogni giorno consensi da quegli olandesi che intendono mangiar sano senza rinunciare al gusto. La cucina di “Mamma Peppino”, è una cucina semplice, italiana, tradizionale, non vi è niente di elaborato e sofisticato, è come se in cucina ci fosse una mamma che prepara per la sua famiglia, brava a non sperperare, esperta nella scelta dei prodotti freschi e genuini, fantasiosa nel combinare i sani e semplici ingredienti. Il nostro caro Peppino è uno dei pochi ristoratori che non si sono piegati al compromesso, ma hanno deciso di difendere quelle poche, ma perentorie regole della tavola italiana: cibo sano, gustoso e perchè no? anche divertente.

La scelta di servire piatti perfettamente in linea con la tradizione italiana, col tempo ha ripagato. Un giornalista gastronomico, un firma severa ed autorevole della critica culinaria olandese in perfetto stile Anton Ego (da Ratatouille Disney, ndr.), ha recensito i piatti di “Mamma Peppino” riconoscendogli un bel 8 in pagella. Un successo strepitoso, soprattutto se pensiamo che ormai, mangiare italiano all’Estero,  lascia quasi sempre delusi gli avventori, e tanti sono gli italiani che non intendono abbandonare la loro tradizione culinaria e affannosamente vanno alla ricerca del ristorante italiano per poter gustare i cibi ai quali sono abituati. La realtà è che all’Estero, in cucina, non troviamo più lo chef italiano, ma quello egiziano, tunisino o indiano, che forse non hanno mai assaporato la vera cucina made in Italy.

L’Olanda non ha una grande tradizione culinaria – comunque non paragonabile a quella nostra – infatti, la classifica stilata da Oxfam parla del “luogo dove si mangia meglio” e non anche “della miglior cucina”.
Il Paese nordico è schizzato sul podio perché sono stati presi in considerazioni parametri sui quali, nostro malgrado, difficilmente potremmo competere: pulizia, sicurezza, qualità del servizio, controllo sanitario.
La cucina italiana “passata la dogana” perde identità, per soddisfare i palati locali, si confonde con altri piatti, si camuffa con altre tradizioni dando origine ad innesti inconsueti.
Per risollevare l’internazionalità della cucina italiana, servirebbe: una gran manciata d’orgoglio, una spolverata di audacia e creatività quanto basta.